Questa pagina mi piace dedicarla a racconti, aneddoti curiosi, esperienze di vita umana e professionale, legate all'incontro con persone, musicisti, cantanti, artisti più o meno famosi, luoghi e paesi. Piccole e grandi storie di vita vissuta dietro le quinte della mia professione, che certamente al di là dei fatti in sé, contengono elementi che potranno servire ad arricchire di esperienza chi le leggerà. Sono avvenimenti legati alla musica, ma anche agli aspetti umani del lavoro di musicista. Vorrei in particolar modo dedicare questa pagina a tutti coloro che si accingono ad intraprendere questa professione e vogliono conoscere anche quella parte più nascosta del lavoro, quella che non appare quasi mai sul proscenio, ma che è sicuramente utile conoscere. Insomma, un vero e proprio "dietro le quinte" della musica.

Nel 1999 Giancarlo Governi, mio amico e… coinquilino nel Web, mi chiese di realizzare la sigla di testa del programma televisivo dal titolo "Italiaride, Alberto Sordi e gli altri", che poi andò in onda quotidianamente per tutta l'estate su RaiUno. La trasmissione, ideata e presentata da Governi, introduceva e commentava film in larga parte di Sordi e di altri grandi comici italiani, e attraverso i film, ricostruiva gustose storie del costume italiano del momento o racconti legati strettamente al film in questione. Realizzai la parte musicale, costituita da "campionamenti" a tempo della voce di Sordi e degli altri comici, e mi occupai anche della parte grafica della sigla. Montammo alcune scene in sincrono con la musica e scegliemmo un fondo giallo su cui gli spezzoni dei film venivano montati. Dopo un paio di giorni la sigla fu completata e, a quel punto, ci scrivemmo su i titoli di testa con i crediti del programma (ideazione, regia etc.). Malauguratamente li scrivemmo in rosso, così, un colore come un altro. L'effetto finale era ovviamente giallo-rosso, colori della Roma calcio. Quando il "Laziale" Governi vide apparire il suo nome sulla sigla disse testualmente:" Va tutto bene, ma il mio nome scritto in giallorosso ve lo scordate!" Fu così che il fondo giallo rimase ed i nomi furono scritti in blu ed il Laziale Governi rimase contento. Provai a ribattere timidamente dicendogli che questi erano i colori del Parma. "Non ha importanza", mi rispose. Meglio il Parma della Roma? Pare di si! ( N.B. Gurdate a quante cose bisogna fare attenzione per non inimicarsi i datori di lavoro!) Alla prossima.