DIETRO IL VESUVIO

di
Gianpiero Pappagallo


Lea ritorna a casa, a Napoli, dopo circa vent'anni. Circostanze gravi e luttuose l'hanno portata a vivere a Ginevra, con la zia, per tanto tempo. Il matrimonio dell'unica nipote, Ninetta, è l'occasione per rivedere sua sorella Luisella, unica superstite (o quasi…) della sua famiglia d'origine. Lea ha timore di tornare, ma l'insistenza della nipote la convince. A Napoli ritrova il calore familiare, riconosce a stento Ninetta, stringe amicizia con Mauro, il fidanzato della nipote. L'invito di Ninetta ha, però, un secondo fine, Lea se ne rende conto mentre trascorre le sue giornate a casa di Luisella… Nell'apparente euforia per il matrimonio si celano due terribili problemi che Rackela (vero nome di Lea) dovrà affrontare. Tuttavia sarà proprio il matrimonio di Ninetta ad agevolare la soluzione della vicenda: Rackela affronterà i propri ricordi e le difficoltà familiari favorendo la nascita di una nuova famiglia autonoma.

Scene 29 - 32na 29

(29) EST/GIORNO PER VIA DUOMO

Q67. Lea e Ninetta, appesantite da borse e scatole sono in via duomo, vicino casa. Lea è incuriosita da un manifesto che pubblicizza uno spettacolo teatrale. Il manifesto è diviso diagonalmente in nero e rosso, vi campeggia il titolo 'partita a scacchi (doppia partita), atto unico di Andrea Vallè


LEA Dov'è quest'Elicantropo? È un teatro, vero?

NINETTA (infervorata, rallenta il passo): Sì, è un teatro sperimentale dove ho visto cose bellissime, Mauro ed io ci andiamo spesso! Ti ci porto stasera, se vuoi!

LEA Davvero? Sarà interessante!

NINETTA (affrettando il passo): Mi ha detto Carla, una mia amica che è un'opera particolare. Volevo vederla anch'io, ma Mauro non può accompagnarmi, perciò, come vedi, capiti a fagiolo! Considerala cosa fatta!

LEA Bene!

Lea e Ninetta si confondono tra i passanti ed escono fc.

(30) INT /NOTTE PALCO DELL'ELICANTROPO

Q68. Sul palco, in penombra, c'è una finestra ricavata nel fondale; dietro pesanti tende di velluto nero s'intervallano lampi. Si sentono tuoni e scrosci di pioggia (fc). Al centro del palco vi è una scacchiera, accanto ad essa un posacenere. Lì vicino siedono due attori, un uomo ed una donna. Ai due lati del palco ardono due candelabri. Gli attori vestono alla moda del secondo ottocento. La donna ha gli occhi pesantemente bistrati, veste un ampio abito nero con degli strass. L'uomo indossa un abito antracite, la giacca ha il risvolto un po' alto. Lo spettacolo è alle battute finali. Due coni di luci illuminano gli attori lasciando in penombra il resto della scena.

La donna ha la testa abbassata, riflette. Poi fissa la scacchiera e, dopo, l'attore. Quindi inizia a parlare a mezza voce, in crescendo.

DONNA …Sì, è incredibile, si viene qua ignari di tutto e ci si trova dinanzi alla scena dei propri ricordi... mentre s'allunga la mano per giocare con l'alfiere ci si sposta più del dovuto, si trova una casella, una dimensione diversa. Come se si sudasse freddo...

La donna s'interrompe e fissa l'uomo, contemporaneamente si vede una luce oltre la finestra: è un lampo, poi si sente un fragoroso tuono fc. L'uomo e la donna non si muovono.

DONNA D'improvviso come una persecuzione. Non vorrei continuare questa partita, sento brividi lungo la schiena.

L'uomo, con la testa rivolta verso l'alto, prende un pacchetto di sigarette dalla tasca della giacca, ne estrae una e l'accende con un accendino che preleva dall'altra tasca della giacca. L'uomo risponde, guardando verso il pubblico.

UOMO Perché non continuare il gioco che si è iniziato con la vita stessa? Se anche ogni tassello d'un puzzle andasse a rovescio avrebbe anch'esso un senso.

L'uomo rivolge lo sguardo allo scacchiere e dice:

UOMO Movo la regina in centro

La donna lo fissa, si porta una mano al cuore, poi dice

DONNA Mossa astuta. Non basta essere padroni dell'universo per godere delle sofferenze altrui, la mia mossa successiva sosterrà i deboli. Chi vuol farmi credere che un po' di simulazione potrà ridare sapore alle serate solitarie dell'inverno? Movo anch'io al centro.

Q69. Lea e Ninetta siedono in seconda fila, sono molto prese dallo spettacolo. Ninetta stringe un braccio di Lea, che ha gli occhi sbarrati. Al suono dei tuoni Ninetta si aggrappa di più al braccio di Lea. Lea le stringe la mano. Intorno a loro gli spettatori seguono silenziosi, con faccia grave. Lea porta una mano alla bocca. Q70. L'uomo emette una boccata di fumo, poi fissa la donna e dice.

UOMO S'insinua quel ricordo. Quello della tua persecuzione, quell'uomo che si appostava ogni sera sotto casa tua. Si potrebbe pensare che l'uomo sia stuzzicato da meccanismi precisi della donna...

La donna lo interrompe, sbattendo la mano destra sullo scacchiere. Alcuni pezzi cadono sul palco. Quindi, con voce rabbiosa, dice

DONNA Si potrebbe ingiungere lo spavento di trovarselo accanto, quell'uomo, quando lo si vorrebbe strangolare. Sì, lentamente, come se fosse un abbraccio d'amore acceso iniziato nel silenzio per acquietare falsamente le brame sue... e poi affondare uno stiletto nella sua carotide sussurrandogli tutte le maldicenze del mondo che si possono proferire. Oppure appoggiare le dita sui suoi capelli per tirarglieli fino a strappare l'anima e, con essa, il suo futuro...

Si sentono forti scrosci di pioggia fc che coprono la voce della donna che s'interrompe, fissando lo scacchiere. L'uomo guarda la finestra, poi si alza e accosta un po' le tende. Si siede di nuovo, spegne la sigaretta nel posacenere, quindi fissa lo scacchiere e dice:

UOMO Retrocedo d'un passo. È bene temporeggiare quando non si sa le cose dove vadano a parare, ogni avventatezza è da escludere. Si nasconde la passione per dominarla meglio, per dare linfa vitale alle giornate lunghe...

La donna prende un pezzo dallo scacchiere e lo solleva, poi, senza posarlo interrompe l'uomo dicendo

DONNA ..ma, come si fa in guerra, ogni gesto è fatto per salvarsi la vita dal nemico, per annegarlo di colpo nel suo bagno, per gridare ai quattro venti che si è stanchi di subire inseguimenti e appostamenti, fiori e lacrime, abbracci e colpi, amore e sperma. Su due movimenti uno è errato. Si stende un braccio contro chi si ama, si guadagna un sorriso da chi si odia. Si rivolta l'universo?

La donna getta fulmineamente il pezzo degli scacchi verso il pubblico. Dal fondo scena si sente (fc) un mormorio di spavento. L'uomo accavalla le gambe, fissa la donna e dice

UOMO Ora non movo. È bene riflettere. Si è appena lasciata la possibilità che l'inseguitore scompaia, così, all'improvviso, involto dalla nebbia del cuore di chi odia. Scompare all'istante la paura. È saggio attendere quando il tempo lavora a nostro favore

La donna si alza di scatto, la sedia cade dietro di lei. Con una mano tira la coda dell'abito, pronta ad andarsene. quindi, ad alta voce, dice

DONNA Scaramucce? No grazie. Mi fermo a questo movimento

La donna, alzando le palme delle mani verso l'alto continua

DONNA Armi pari, o compagni!

Mentre la donna abbassa le mani, si sente un altro tuono (fc) fragoroso. Stavolta l'uomo sussulta e poggia entrambi i piedi per terra. Fissa la finestra. La donna continua:

DONNA ...non vale pensare a ciò che s'avvicina se non si sa allontanare il passato trascorso.

La donna utilizza adesso una tonalità viperina, con un sorriso luciferino sulle labbra. Scandisce bene le parole dicendo:

DONNA Sì, ogni sera, una goccia di veleno, nel caffè che si beve al bar simulando, l'ascolto delle sue sconcezze… da un anello apribile… mentre si sorride, di vendetta... ogni volta ...

La donna continua con tonalità sempre più alta ed indignata, ha lo sguardo allucinato e si protende verso l'uomo.

DONNA …finché non sopraggiunge, una sincope, a casa, mentre si involge, nel letto della sua follia.

La donna si alza fulmineamente facendo rovesciare la sedia dietro di sé, poi, tirandosi lo strascico del pesante abito con la mano sinistra, alza la destra e getta l'intero scacchiere per terra facendo rotolare tutti i pezzi. Mentre si sentono un altro tuono e degli scrosci di pioggia (fc) esce fc. L'uomo, immobile, si volta verso il pubblico e, con lo sguardo vacuo, dice con voce sicura:

UOMO Senza rimorsi? Partire senza voltare la faccia? Pian piano si scopre una notte assurda, senza sonno...

Il sipario scorre.

Q71 C'è un attimo di silenzio, poi, lentamente si alzano le luci ed il pubblico inizia ad applaudire. Lea e Ninetta ritardano ad applaudire, hanno uno sguardo allucinato.

Q72 Gli attori escono lateralmente dal palco una sola volta, s'inchinano e tornano dietro le quinte.

Q73 Ninetta, applaudendo, s'avvicina all'orecchio di Lea e le chiede

NINETTA Ti sei accorta che mamma non sta bene?

Lea si volta per fissarla. Interrompe l'applauso e dice:

LEA Come?

Ninetta la fissa, poi si porta un indice alla tempia ed annuisce dicendo:

NINETTA È un inizio di Parkinson

Gli spettatori iniziano ad alzarsi e ad abbandonare la sala. Lea è stupita, fissa Ninetta stringendo la borsa che ha preso accanto a sé, quindi dice

LEA Sei sicura?

Ninetta piange. Cerca un fazzolettino nella borsa. Risponde a Lea.

NINETTA Sì…

LEA Perché nessuno m'ha detto niente?

Ninetta continua a piangere e mentre scuote la testa dice:

NINETTA Non lo so…

Lea, preoccupata ed intenerita, le passa un braccio dietro la schiena; Ninetta si appoggia sulla sua spalla. Fissano il sipario, attorno a loro non c'è più nessuno.

Stacco
(31) EST/NOTTE TRA VIA TRIBUNALI E VIA DUOMO

Q72. Ninetta e Lea escono dal teatro a braccetto. S'incamminano verso piazza Gerolomini. C'è la nebbia. Un motorino attraversa dietro di loro via tribunali. Svoltano, guardandosi le spalle, su via duomo, ed escono fc.

Scena 32

(32) INT/NOTTE CASA DI LUISELLA/CUCINA

Q73 Lea è in piedi vicino ai fornelli, sta mettendo un pentolino sul fuoco. Sbadiglia, poi guarda l'orologio sulla parete dietro di sé. L'orologio segna le due.

vfc NINETTA Lea…me ne vado a letto.

Lea si volta verso la porta e dice:

LEA Tra poco ci vado anch'io, è proprio tardi

Ninetta entra in campo, indossa un lungo camicione da uomo come pigiama

NINETTA Ti fai una camomilla?

LEA Sì! Ne vuoi un po'?

Ninetta sbadiglia rumorosamente, poi dice

NINETTA No, grazie. Sono così stanca 'Notte

Ninetta si avvicina a Lea e le da' un bacio sulla guancia destra. Lea sorride, poi dice

LEA Sogni d'oro, Ninetta!

Ninetta risponde agitando entrambe le mani

NINETTA Anche a te (Ninetta esce fc)

Q74. Lea spegne il fuoco sotto il pentolino e mette una bustina di camomilla nell'acqua. Entra in campo Luisella, ha i bigodini in testa ed indossa una vestaglia di colore sgargiante. Si siede al tavolo e dice

LUISELLA Com'è stato?

Lea si volta verso Luisella, assume un atteggiamento pensieroso, poi si dirige verso il lavello e prende una tazza. Poi dice:

LEA Bello. Un po' ermetico, ma bello

Ninetta accompagna le parole di Lea con una smorfia di deja vu, poi dice gesticolando

LUISELLA O'ssapevo! Ninetta tiene la vocazione al dramma

Lea versa la camomilla nella tazza e sorride.

LEA Ma no, ma no! Mi è piaciuto tanto, veramente

Lea prende la zuccheriera ed un cucchiaino da uno scaffale e si siede alla sinistra di Luisella. Luisella si alza e prende velocemente da uno stipo una bottiglia di brandy ed un bicchiere. Lea la fissa. Luisella le fa segno di servirsi. Lea fa un gesto di diniego.

Q75. Tagli alterni - pp Luisella riempie il bicchiere. Poi lo solleva e beve due lunghi sorsi. Lea apre la zuccheriera e mette il cucchiaino nello zucchero. Luisella le dice

LUISELLA M'ero addormentata vicino alla televisione…c'era un vecchio film con Amedeo Nazzari…

Lea sorride e gira il cucchiaino nella camomilla

LEA Bevi molto, Luisella?

Luisella scoppia in una risata fragorosa, mette una mano dinanzi alla bocca, fissa Lea. Si appoggia allo schienale della sedia e continua a ridere. Lea la fissa, un sorriso le muore sul viso. Ha sempre la mano sul cucchiaino ma è ferma.

LEA Cosa c'è da ridere?

Luisella cerca di ricomporsi, ride di nuovo, poi si asciuga una lacrima.

LUISELLA Niente… niente… è che mi sembri Ninetta!

Luisella scoppia di nuovo a ridere, poi si ferma e, rapidamente, diventa seria. Lea è ancora bloccata, col cucchiaino nella tazza.

LEA Da quando bevi così?

Luisella abbassa lo sguardo, beve ancora un sorso, si rigira il bicchiere tra le mani, poi dice

LUISELLA Penso… sì… dal terremoto…dal… 1980?

LEA Sì. Perché?

LUISELLA La paura… fa novanta! E che paura! (beve un altro sorso)… ma l'alcool mi stordisce… non ci penso… e che terremoto! Che terremoto… la mia vita…

Lea la fissa, il suo volto è triste. Le mette la mano sinistra sul braccio. Luisella percepisce il contatto e si volta verso di lei. Ha gli occhi lucidi. Li socchiude e dice:

LUISELLA La nostra (calca allusivamente sull'aggettivo) vita.

Lea ritrae la mano. È perplessa. Annuisce. Poi dice sospettosa

LEA Che intendi dire?

Lea riprende a girare il cucchiaino nella tazza e distoglie lo sguardo da Luisella.

Gianpiero Pappagallo
E-mail: gorgia1@interfree.it

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